La nostra storia
Freeman Cronache nasce nel 2012 come foglio di quartiere stampato in poche centinaia di copie. Oggi coordina corrispondenti in tutte le regioni, ma il metodo è rimasto lo stesso: ascoltare chi vive il territorio, verificare i fatti, raccontare senza fretta.
Ogni tappa di questa crescita ha cambiato il modo in cui lavoriamo. Alcune scelte sono state difficili, altre sono arrivate dopo errori e ripensamenti. Le ricostruiamo qui perché i lettori possano capire cosa c'è dietro una notizia.
Quattro giornalisti precari e una stampante noleggiata. Il primo numero esce con dodici pagine dedicate a una vertenza sindacale e alla chiusura di un mercato rionale. La distribuzione avviene a mano, davanti alle fermate del bus.
Il sito sostituisce il pdf settimanale. Arrivano i primi corrispondenti da Palermo e Bari, che documentano lo spopolamento dei centri storici e le lotte per la riapertura degli ospedali. Le loro storie cambiano l'agenda della redazione.
Dopo alcune segnalazioni di lettori, istituiamo un piccolo team dedicato alla verifica delle fonti. Da allora ogni articolo che tocca dati pubblici o dichiarazioni di amministratori passa da un controllo incrociato prima della pubblicazione.
La nostra inchiesta sui laboratori estivi nelle periferie di Roma viene ripresa da diverse testate. La redazione cresce e apre due nuove sedi, una a Torino e una a Napoli, per seguire da vicino le politiche sociali e l'istruzione.
Oggi collaborano con noi oltre quaranta reporter locali, formati attraverso un percorso gratuito di giornalismo civico. Il loro lavoro alimenta una sezione dedicata alla cronaca di prossimità, quella che non trova spazio nei grandi circuiti.
Non solo scrivanie e comunicati: gran parte del lavoro di Freeman Cronache si svolge nelle strade, nelle aule, nei consigli di quartiere. Questa selezione di scatti racconta come lavorano i nostri corrispondenti e quali luoghi attraversano ogni settimana per portare in redazione notizie verificate e voci dirette.
Periferia Milano
Presidio di quartiere: la sicurezza partecipata vista da vicino
Scuole aperte
Estate in classe: il racconto dai laboratori romani
Housing sociale
La mappa della solidarietà contro la crisi abitativa
Dentro la redazione
Come organizziamo la copertura delle notizie regionali
Incontri pubblici
Il giornale ascolta: appuntamenti aperti ai lettori
Ogni immagine corrisponde a un servizio pubblicato o a un progetto in corso. Se vuoi segnalarci una storia del tuo territorio, scrivi alla redazione: la valutiamo e, se serve, veniamo a vedere con i nostri occhi.
Freeman Cronache non è nata in una redazione centrale, ma da un'idea semplice: portare la cronaca dove accade davvero, nei quartieri e nei piccoli centri che i grandi mezzi d'informazione spesso ignorano. Nel tempo quella rete di corrispondenti locali è diventata il nostro modo di lavorare e la nostra ragione d'essere.
2016
Tutto parte da un gruppo di giornalisti freelance e studenti di comunicazione che iniziano a raccogliere notizie dai propri territori senza una sede fissa. Il primo esperimento coinvolge tre regioni e una manciata di collaboratori volontari.
2018
Dopo due anni di prove e correzioni, la rete si struttura: ogni area ha un referente stabile che conosce le dinamiche locali, le istituzioni e le persone da intervistare. È il passaggio che cambia il nostro modo di raccontare i fatti.
2020
Quando le redazioni chiudono e le distanze diventano obbligo, la nostra struttura decentrata regge. I corrispondenti raccontano dai balconi, dagli ospedali e dalle piazze vuote, dimostrando che la cronaca locale può funzionare anche a distanza.
2022
Apriamo una sezione dedicata alle esperienze di cittadinanza attiva: comitati di quartiere, progetti scolastici, reti di mutuo aiuto. L'obiettivo è dare visibilità a chi costruisce risposte concrete ai problemi del territorio.
2024
Oggi la rete copre gran parte del territorio nazionale, con un'attenzione particolare alle periferie e alle aree interne. Il prossimo passo è consolidare la formazione dei giovani corrispondenti e ampliare la copertura delle piccole città.
La redazione
Freeman Cronache nasce dal lavoro di cronisti che conoscono i territori di cui scrivono. Ogni firma ha una rete di contatti diretti, un archivio di fonti locali e un metodo di verifica che precede la pubblicazione. Qui trovi chi coordina le pagine di cronaca, chi segue le inchieste sociali e chi cura il rapporto con i corrispondenti regionali.
Da oltre quindici anni lavora nelle redazioni locali tra Lombardia ed Emilia. Ha seguito i processi per i fatti di malamovida a Brescia e coordinato un'inchiesta sulle liste d'attesa negli ospedali pubblici. Oggi definisce la linea editoriale e cura i rapporti con i collaboratori esterni. È la firma che decide cosa finisce in prima pagina e cosa merita un approfondimento.
Prima di entrare in redazione ha lavorato come analista di dati per un'agenzia di comunicazione pubblica. Ha portato in Freeman Cronache un metodo preciso: incrocia verbali, atti e segnalazioni dei lettori prima di aprire un filone d'indagine. Segue i temi legati a urbanistica, sicurezza stradale e trasparenza amministrativa. Risponde alle segnalazioni che arrivano dalla pagina Contatti.
Gestisce la rete di cronisti che coprono le province del Centro Italia. Ha lavorato per un quotidiano locale umbro e conosce le difficoltà di chi racconta i piccoli comuni: la mancanza di fonti ufficiali, i silenzi delle istituzioni, il valore delle voci di chi abita quei luoghi. Si occupa della rubrica dedicata alle iniziative comunitarie e delle interviste ai cittadini.
Si occupa di scuola, welfare e disagio abitativo. Prima di entrare in redazione ha collaborato con una cooperativa sociale a Torino, dove ha imparato a leggere i bandi e a distinguere i progetti che funzionano da quelli che restano solo sulla carta. Segue le esperienze di housing sociale e i laboratori contro la dispersione scolastica. Le sue inchieste partono sempre da un luogo preciso e da persone con un nome.
Documenta il lavoro della redazione con immagini che non cercano lo scatto spettacolare ma il dettaglio che spiega. Ha coperto le assemblee di quartiere a Napoli e i presidi davanti alle scuole di Palermo. Collabora con i cronisti per costruire reportage visivi che accompagnano gli articoli di approfondimento. Le sue foto sono pubblicate con licenza aperta e possono essere usate dalle testate locali che citano la fonte.